Il legame tra uomo e natura

Ho appena letto il libro di Erwin Thoma “Strategie della Natura” e devo dire che ha stuzzicato la mia curiosità.
Nonostante non sia il primo libro che leggo che tratta del legame tra uomo e natura, Erwin ha approfondito dei temi che mi hanno lasciato a bocca aperta.
Lo racconta attraverso fiabe e leggende, racconti di saggezza popolare e dettagli scientifici mettendo a nudo le similitudini tra esseri umani e alberi.
Erwin Thoma è un ex forestale, poi è diventato imprenditore nell’edilizia autosufficiente riscuotendo un notevole successo.
Il suo è un appello a tutta l’umanità ad abbracciare l’appartenenza ad un unico ciclo vitale, prendendo esempio dalla resilienza degli alberi e dei boschi.
Non ho potuto fare a meno di condividere con voi gli argomenti che mi hanno particolarmente colpito, riassumendo e riportando alcune parti del suo libro.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti, amanti della natura e non.
La nostra sopravvivenza dipende dal rispetto e dalla salvaguardia della natura che ci circonda.

La copertina del libro di Erwin Thoma “Strategie della Natura”

Il sistema circolare

Alberi, boschi e foreste sono fondamentali per la vita sulla terra.
Tutti sappiamo che rappresentano il più importante polmone verde del pianeta.
Attraverso la fotosintesi hanno la capacità di catturare l’anidride carbonica e trasformarla in ossigeno. E fino a qui niente di nuovo.
Ma forse quello che molti non sanno è che nel corso delle ere geologiche gli alberi hanno attraversato glaciazioni, incendi, inondazioni e violente tempeste, sviluppando eccezionali doti di sopravvivenza e spianando la strada all’arrivo dell’uomo e dei mammiferi in generale.
Ci hanno offerto riparo, abbiamo usato i loro tronchi per scaldarci e per costruire le case.
Abbiamo utilizzato il legno per fabbricare oggetti di uso quotidiano e per la costruzione di armi e molto altro ancora.
Il valore degli alberi è stato riconosciuto fin dall’antichità, infatti l’uomo riteneva che gli alberi fossero custodi di antiche saggezze, alcuni erano considerati addirittura sacri.
Le loro foglie, la resina e le radici venivano usate per curarsi e per ricavare unguenti dalle innumerevoli proprietà curative.
Principi tra l’altro utilizzati ancora oggi.
Proviamo ora a fare un piccolo viaggio per capire di più le similitudini tra uomo ed albero.

Bosco in Val di Non (foto di Antonio Poletti)

L’origine della vita

A primavera l’acqua proveniente dalla pioggia o dallo scioglimento delle nevi va a inumidire per bene il sottile strato di humus sul terreno. Aggiungiamo l’energia dei raggi solari che scaldano il terreno. Ed ecco che abbiamo le condizioni ideali che il seme aspettava.
Un mix di umidità, calore e luce e il gioco è fatto, una piccolissima plantula fa spuntare la sua prima foglia.
Ma come inizia la vita di un albero? Cos’è la prima cosa che fa?
Ora che è venuto al mondo fa esattamente quello che fa un neonato.
Comincia a prendere aria con tutta la forza che ha, inspirare e espirare.
Dare e prendere, a tempo alternato. Sempre uguale.
Il ritmo della vita sulla terra.
Finché è in vita l’albero inspira ed espira.
Per tutta la nostra vita l’aria che respiriamo ci lega agli alberi.
Tutto funziona con un perfetto equilibrio: noi esseri umani estraiamo dall’aria l’ossigeno per dare energia vitale al nostro organismo. Con questo processo lo trasformiamo in anidride carbonica che poi rilasciamo espirando.
Le piante chiudono il cerchio della vita: Inspirano l’anidride carbonica, di cui si nutrono, ed espirano ossigeno.
La cosa gravissima è che l’essere umano sta consapevolmente distruggendo questo delicato equilibrio.

La linfa vitale

Molti pensano che le piante si alimentino traendo nutrimento dal terreno. In realtà le piante traggono dal terreno una quantità di sali minerali e micronutrienti che varia tra il 0,5 e il 0,7 %.
Più del 99% del legno degli alberi è fatto di carbonio e idrogeno.
Grazie ad aria, acqua e informazioni tratte da una fitta rete sotterranea, la natura crea una grande varietà di boschi e foreste.
Se l’uomo dovesse pensare a produrre ogni giorno così tanta massa organica penserebbe immediatamente all’uniformità dei prodotti in serie.
Ma nessun albero è uguale a un altro.
Infatti non è possibile spiegare con la logica umana il miracolo che ogni giorno si compie.
Nonostante i componenti chimici degli ingredienti siano sempre gli stessi a fare la differenza sono le migliaia di combinazioni di molecole, sali minerali e idrocarburi. Con tali elementi l’albero costruisce le sue cellule, dando origine alla formazione di radici, tronco, foglie, rami e corteccia.
La cosa comincia a farsi interessante quando si confronta questo processo con la formazione delle cellule del nostro organismo.
Anche se non siamo in grado di estrarre atomi di carbonio dall’aria, gran parte degli elementi costruttivi del nostro organismo viene dall’aria. Il corpo umano infatti è costituito da sostanza organica a base di idrocarburi, esattamente come gli alberi.
L’unica differenza è che noi lo facciamo attraverso un percorso più lungo. Estraiamo tutti gli elementi necessari mangiando frutta e verdura o dalla carne degli animali che si sono nutriti di erba.
L’idrogeno e il carbonio presenti nel nostro organismo e in quello degli alberi hanno la stessa origine.
Possiamo dire con certezza che i costituenti fondamentali delle cellule dell’uomo e degli alberi sono identici.
E non è finita, per capire ancora più in profondità quanto intimamente siamo collegati alla natura e quanto la nostra struttura interiore sia estremamente simile a quella degli alberi andiamo ad osservare più da vicino la clorofilla, la vera e propria “sostanza della vita”.
Questo composto chimico è nato dall’incontro di forme di vita primitive semplici e dalle prime formazioni pluricellulari dando origine alle prime e più antiche forme di cooperazione sul nostro pianeta.
Senza questa cooperazione la vita sulla terra non avrebbe potuto svilupparsi.
Osservando più da vicino la molecola di clorofilla si scopre che è formata da decine di atomi di carbonio, di idrogeno, cinque di ossigeno e quattro di azoto posti intorno al centro.
Questi elementi sono stati disposti in maniera ben organizzata:
All’esterno troviamo gli atomi di idrogeno e carbonio, più all’interno troviamo i quattro atomi di azoto e i cinque di ossigeno.
Al centro troviamo un piccolissimo atomo di magnesio.
Ci sono varie forme di clorofilla e presentano differenze nelle strutture in cui sono inseriti carbonio e ossigeno, ma l’atomo di magnesio rimane al centro.
Tutto ciò potrebbe sembrare interessante per biologi o scienziati, ma invece questa ricerca ci svela il segreto del grande legame che l’uomo ha con il mondo degli alberi.
Se sostituiamo l’atomo di magnesio con un atomo di ferro, lasciando invariato il resto della struttura molecolare, accade qualcosa di decisamente sorprendente.
La verde clorofilla si trasforma in rossa emoglobina, la sostanza di cui sono fatti i globuli rossi del nostro sangue.
L’emoglobina assorbe l’ossigeno che per noi è indispensabile, trasportandolo all’interno del nostro organismo bruciando le sostanze nutritive.
Possiamo tranquillamente dire che il nostro sangue è sorprendentemente simile alla clorofilla.

L’abbraccio degli alberi al sole (foto di Antonio Poletti)

Riflettiamoci su…

È insensato e sbagliato concepire la vita e il progresso portato avanti dall’uomo, come una lotta individuale svincolata da tutto.
Al contrario ci fa capire quale sia il nostro posto nel mondo. Ci dimostra che l’essere umano è un piccolo ingranaggio del perfetto orologio della natura.
Da anni l’uomo crede di essere l’anello forte della catena, sfruttando e inquinando oltre ogni limite non rendendosi conto che senza di loro la nostra vita sarebbe finita.

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