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Val di Non in fiore

“ Viviti la Val di Non”

Sono nato e cresciuto qui, mi piace camminare nei boschi e la mia curiosità mi spinge continuamente a girare, scoprendo sempre nuove cose, dagli angoli suggestivi ai posti più nascosti, o a ricercare le tracce del nostro passato.

Voglio condividere tutto questo con voi e mostrarvelo con i miei occhi. 

Vi parlerò anche delle nostre bellezze, come arrivarci e come godervele al meglio.

La Val di Non é una valle dalla vocazione agricola, non per niente è chiamata la valle delle mele, ma bellezze da regalarci e farci levare il fiato ne ha moltissime.

Ce n’é  veramente per tutti i gusti, sia in estate che in inverno, sia che veniate da soli, in coppia o con i bambini.

Ma non è sempre stata così!

Tutto cominciò nel 1951, quando venne inaugurata la diga di Santa Giustina, un colosso di cemento alto 152,50 metri.

Per costruirla vennero utilizzati oltre 110mila tonnellate di calcestruzzo e impiegati 5 anni di lavoro, prendendo il primato di diga più alta d’Europa.

Negli anni in cui lo sviluppo industriale del nord Italia era in fiorente crescita, la richiesta di elettricità aumentò a tal punto da far commissionare dalla Edison di Milano la costruzione della diga all’architetto Gio’ Ponti (ne progettò altre 4 negli anni successivi) imbrigliando le acque del torrente Noce.

Così, grazie alla mano dell’uomo, cominciò  la metamorfosi della Val di Non, cambiando per sempre la sua immagine.

Piano piano che l’acqua saliva, inghiottiva lenta e inesorabile, tutto ciò che negli anni era stato fatto e costruito.

Nel giro di un anno, ogni cosa è stata cancellata, come non fosse mai esistita: 

Fucine, mulini, case rurali, strade, ponti (i quali riaffiorano ancora quando in primavera le acque si abbassano) e gli innumerevoli vigneti che lungo queste coste erano fiorentemente coltivati…tutto sparito. 

La valle era cambiata per sempre, diventando ciò che vedete adesso. 

Anche il castello di Cles ora lo vediamo a bordo lago, ma quando fu costruito, dominava dalla cima di una collina alta più di 100 metri dal fondovalle. 

Cercherò in questa pagina di farvi immergere in quello che la Val di Non vi può regalare, imparando a conoscerla in modo diverso, vivendola e rispettandola.

Se siete amanti delle camminate rilassanti o del trekking in alta montagna la scelta è veramente ampia. Che tu sia un amatore o un professionista troverai sicuramente ciò che fa per te, dalle passeggiate panoramiche fino ad arrivare ai sentieri più suggestivi in alta montagna per ammirare le favolose Dolomiti di Brenta, con la possibilità si sostare nei numerosi rifugi in quota.

Se  invece ami  la mountain bike, troverai qui numerosi percorsi che si snodano per tutta la valle (dolomitibrentabike) adatti a tutti i gradi di preparazione.

Ma se vuoi soddisfare il piacere del palato, moltissime sono le offerte dei ristoranti e dei rifugi e agriturismi dove potete gustare i piatti della tradizione preparati con prodotti locali e genuini, molte volte seguendo le antiche ricette.

Potrebbe essere che invece vuoi riposarti e cercare il relax totale, allora puoi scegliere di farti coccolare nelle numerose strutture ricettive e nelle loro SPA, dove apprezzare i numerosi benefici dei trattamenti fatti con professionalità 

Ti darò qualche consiglio delle cose da non perderti!!

Da dove cominciare se visito la Val di Non? 

Santuario di San Romedio

Vista dall’alto del santuario di San Romedio

Questo santuario unico al mondo è un insieme di cinque chiese costruite fra il 1000 e il 1918, unite tra loro da una splendida e molto suggestiva scalinata con 130 gradini. È stato costruito su uno sperone di roccia a picco sulla valle omonima, ed è una méta scelta da oltre 200.000 persone ogni anno, luogo quindi assolutamente da vedere che siate credenti o meno.

San Romedio è ricordato come l’uomo che ammaestro’ l’orso, infatti ai piedi del santuario, all’interno di un ampio recinto, potrete ammirare uno splendido esemplare di orso bruno (sempre che si faccia vedere) .

Ci si può arrivare in 3 modi

  1. Dall’abitato di Sanzeno con la vostra auto potrete arrivare ai piedi del santuario. Lí troverete un parcheggio per poi salire attraverso una ripida scalinata (tranne nei mesi estivi quando la strada è chiusa ma è servita da un ottimo servizio di bus navetta che vi ci  porta al costo di 1€). 
  2. Da Sanzeno, nei pressi del Museo Retico,  trovate un parcheggio, e da lì parte un percorso che per un km passa attraverso i boschi,  tutto scavato nella roccia, molto suggestivo e panoramico (consigliato!!!!!). Questo sentiero per tutti, anche se avete il passeggino. 
  3. Da Coredo potete parcheggiare in paese o arrivare fino al parcheggio del Lago di Coredo.

Da lì poi si può proseguire a piedi fino alla fine del primo lago, alla fine del quale ne troverete un altro (lago di Tavon). Arrivati in fondo troverete le indicazioni del percorso per San Romedio e attraverso un sentiero ben segnalato in 20 min sarete al Santuario (si consigliano scarpe idonee).

Lago di Tovel

Foresta incantata del Lago di Tovel

Questo lago, una vera perla incastonato tra le Dolomiti situato ad un altitudine di 1178 mt. all’interno del Parco Adamello Brenta,  è in grado di offrirvi scenari unici. 

Il lago è diventato famoso per il suo arrossamento estivo causato dalla alla fioritura di un alga chiamata “glenodinium sanguineum”.

L’ultimo arrossamento del Lago di Tovel si verificò nell’estate del 1964, poi qualche cenno si ripresentò negli anni seguenti, nel 65 e nel 67 e poi nel 77/78 .

Ideale per farsi una giornata di relax da soli o con la famiglia, vi permette di immergervi completamente nella natura, ma se siete amanti dei social, delle lunghe telefonate o volete navigare sul web, qui sarete obbligati ad abbandonare, perché non c è nessun tipo di rete, l’unica connessione è con il bosco.

Il lago di Tovel è metà ogni anno per migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, tant’è vero che il suo accesso è regolamentato al fine di proteggere il suo ambiente incontaminato. 

Infatti è vietata la circolazione delle auto, stessa cosa per  le barche, che sono rigorosamente a remi.

Un percorso ad anello vi permette di osservarlo da ogni angolazione, così da cogliere tutte le sfumature dei suoi colori brillanti.

Degne di nota sono le spiaggette con sabbiolina bianca e acque cristalline, posto ideale per farsi un bel bagno o prendersi un po’ di sole.

Per accedere al lago, una volta arrivati a Tuenno seguite le indicazioni per il lago e una volta arrivati al  parcheggio (a pagamento) potete proseguire a piedi (tempo 10 minuti).

Invece da Giugno ai primi di Settembre avete la possibilità di parcheggiare a Tuenno (all’imbocco della strada per il lago) oppure in località “al Capriolo” e approfittare del servizio bus navetta con corse molto ravvicinate (al costo di 1€, consigliato!)

Castel Thun

Castel Thun è un castello simbolo della Val di Non, uno dei più importanti complessi museali di tutto l’arco alpino, sia per importanza storica che per la conservazione. 

In origine di chiamava castel Belvesino, dal nome del dosso su cui si erige, poi prese il nome dalla potente famiglia dei conti Tono, i quali poi tedeschizzarono il nome in Thun.

Al tramonto del Medioevo i conti Thun estesero il loro domino su gran parte delle valli del Noce, entrando in possesso di quasi tutti i castelli, diventando una delle più importanti famiglie della regione e dividendosi poi in numerosi rami uno dei quali arrivò in Boemia, dove nel 1629 presero titoli di conti dell’impero (Thun /Hohenstein).

Tuttora rami della famiglia vivono tra Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Italia (Bolzano e Milano). 

Situato su una collina a 609 mt.in posizione panoramica sopra al piccolo paesino di Vigo di Ton, fu costruito a metà del Xlll secolo e poi ampliato nel cinquecento e nel seicento prendendo le dimensioni attuali.

Nonostante sia un castello dotato di cannoni, bastioni, torri e fossato, non è mai stato usato come fortezza di difesa, ma bensì residenza nobiliare.

Di spicco è la stanza del vescovo, interamente rivestita in legno di cirmolo, che conserva preziosi arredi, una biblioteca con 10.000 volumi, un’ armeria e un gran numero di stufe in maiolica

Ci si arriva comodamente in auto fino ai piedi della collina. I parcheggi non sono molti, e dopo una breve camminata arrivate all’ entrata della prima porta delle mura esterne, attraversate poi bellissimo cortile interno ed arrivate alle seconde mura. Qui vi troverete davanti alla bellissima porta spagnola che porta al ponte levatoio…..e siete ufficialmente dentro.

Eremo di Santa Giustina

L’Eremo di Santa Giustina è un luogo magico e facile da arrivarci con una breve camminata. Essendo luogo un po’ fuori dai soliti itinerari è difficile trovarci gente: motivo in più per andarci! 20 minuti a piedi e sei nella forra immerso nel silenzio assoluto.

Il ripido sentiero che scende all’eremo e’molto antico, si dice infatti  che sia stato fatto ancora prima del ponte romano (ponte dei Regai) che si trova ancora al lago di Santa Giustina e che che rimane sommerso per 10 mesi all’anno.

Dopo circa 10 minuti si arriva alle vecchie rovine dell’eremo dove  troviamo i resti di una chiesetta, una residenza e una casetta che ospitava i viandanti.

In questi luoghi gli eremiti si ritiravano per pregare, meditare e per curare i malati contagiosi tenendoli lontani dai villaggi e scongiurare così le epidemie.

Questo luogo é  molto antico, infatti in base agli atti ritrovati la chiesa è nominata nel 1537, ma da studi fatti è emerso che è molto più antica.

In questo sito si sono susseguiti diversi eremiti, per poi essere definitivamente abbandonato alla fine del 1700.

Proseguendo per il sentiero si arriva in fondo alla forra ,dove potete trovare un ambiente suggestivo e incontaminato, una vera riserva naturale.

È un’oasi protetta, come poche ormai, che salvaguardia il patrimonio floristico e faunistico di assoluta importanza.

Uscendo dal sentiero tracciato potete inoltrarvi sia a monte che a valle in questa oasi e osservare le magie della natura, le sorgenti di acqua che sgorgano nelle pareti calcaree creano scenari originali e assolutamente da vedere in rigoroso silenzio e rispetto della natura.

Potete risalire verso l’abitato di Tassullo seguendo il ripido sentiero della sat molto ben segnalato.

Potete compiere questo percorso ad anello, personalmente consiglio di parcheggiare alla stazione della Trento/Male a Tassullo, poi scendere per il sentiero e risalire verso l’Eremo, arrivare fino al ponte sulla diga e rientrare a Tassullo.

Consigliato anche con bambini da 5 anni in su.

Lago Smeraldo e il canyon “Rio Sass”

Vista sul lago Smeraldo da Fondo

Il lago smeraldo e uno splendido lago artificiale situato in alta Val di Non nei pressi di Fondo.

Si trova a 1020 mt di altitudine ed è caratterizzato dallo splendido colore verde smeraldo, incastonato in una conca che lo rende un luogo ideale per rilassarsi e fare delle passeggiate. Potete inoltre  farvi un picnic oppure approfittare dei due ristoranti presenti a bordo lago.

Di lì parte la passeggiata nel canyon Rio Sass, lunga circa 1 km e mezzo, che inizia scendendo una scalinata e prosegue poi su delle passerelle sospese, per poi diventare una splendida passeggiata nel bosco passando anche davanti a un vecchio mulino.

Il Canyon scendendo dal lago Smeraldo

Ci si può  arrivare comodamente in auto fino al lago, ma il mio consiglio è di parcheggiare a Fondo e poi prendere le indicazioni per il Rio Sass e risalire a piedi verso il lago.

Parco Fluviale Novella

@Alerig88

Per gli amanti delle escursioni consiglio vivamente di fare questa esperienza.

Qui il torrente Novella in milioni di anni ha scavato un lungo canyon, che è possibile scoprire grazie a questo percorso.

L’escursione guidata si snoda per 3,5 chilometri, dei quali 80mt su passerelle sospese a mezz’aria a novanta metri di profondità e ti permetterà di scoprire e ammirare questo luogo in tutto il suo fascino.

Potete andarci con i vostri bimbi (min.3anni) e con i vostri amici a quattro zampe, le guide vi forniranno un caschetto di protezione 

Per quello che riguarda l’abbigliamento vi consiglio di consultare il loro sito.

Per arrivarci basta inserire nel vostro Google Maps “Parco Fluviale Novella “ e vi darà subito le indicazioni. Ci si può arrivare da 2 strade da Cagnò  oppure da Sanzeno .

Potete parcheggiare tranquillamente li ed iniziare subito la vostra avventura.

Cammino Jacopeo  d’Anaunia

@ilovevaldinon.com

Questo secondo me è il modo più efficace per vivere  la Val di Non in maniera diversa: paesaggi mozzafiato e in gran parte fuori dalla normale viabilità, immergendovi nella natura, scoprendo la storia della nostra Valle.

Ammirerete la bellezza dei piccoli Borghi, vedrete chiese, castelli, case nobiliari ed eremi. Vi immergerete nei boschi in camminate silenziose e fuori dai tragitti turistici.

Questo percorso  vi permetterà di visitare luoghi che altrimenti non avreste visto. 

Se decidete di farlo tutto sono 160 km, divisi in 7 tappe. 

Ooppure optate per il percorso ridotto di 3 tappe, rientrando a s.Romedio alla 3 Tappa opzionale. Questo particolare cammino si snoda per tutta la valle e percorrendo anche antiche strade romane vi farà immergere appieno nella natura, osservando antiche chiesette, eremi e capitelli ricchi di storia, che in passato indicavano le vie ai pellegrini.

Ogni percorso è collegato ad un’altro, potete scegliere  la vostra tappa singolarmente oppure prendervi una settimana e percorrerli tutti, appoggiandovi alla fine di ogni tragitto alle numerose strutture che offrono ristoro e alloggio ai viandanti.

Ogni percorso è ben segnalato, trovate comunque le tappe da scaricare gratuitamente online. 

1 Tappa: SANZENO-MADONNA DI SENALE   25,6 KM

2 Tappa:MADONNA DI SENALE-MARCENA DI RUMO   18,7 KM

3 Tappa:MARCENA DI RUMO-S.ROMEDIO (cammino breve)  19,8 KM

3 Tappa:MARCENA DI RUMO-TERZOLAS   26,5 KM

4 Tappa:TERZOLAS-CLES  18,4 KM

5 Tappa:CLES-FLAVON   22,6 kM

6 Tappa:FLAVON-VIGO DI TON   29,2 KM

7 Tappa:VIGO DI TON-SAN ROMEDIO   17,9 KM

Cascata di Tret

Cascata di Tret

Questo itinerario, che vi consiglio,  è facilmente raggiungibile. Si trova tra i paesi di Tret e San Felice, nella parte della Val di Non tedesca. Infatti se si prosegue verso il passo Palade, dopo qualche km siamo in provincia di Bolzano.

Qui potete ammirare una cascata molto suggestiva, percorrendo un sentiero che ben si adatta a tutti, compresi i bambini. Potrete ammirare come l’acqua raccolta nei prati verdissimi converga in una gola per poi fare un balzo per 70 metri tra le rocce lisce, andando poi a finire nel canyon del Rio Novella.

Ammirarla è possibile sia dall’alto che dalla base, io vi consiglio di farlo da entrambi i punti.

Potete fare prima uno e poi l’altro, oppure fare un percorso ad anello

Partendo da Tret  e incamminandovi attraverso una strada ben segnalata, dopo circa 10 minuti, vi troverete ad un bivio che vi indica i due percorsi.

Il mio consiglio è di scendere verso la base percorrendo una stradina, fino ad arrivare ad uno spiazzo costeggiato da una ringhiera di legno. Da lì sentirete già il rumore dell’acqua e la potete scorgere in lontananza.

Scendendo un ripido sentiero con gradini di legno arriverete poco dopo alla base.

Da quel punto la potrete ammirare in pieno con tutta la sua acqua che si infrange sulle rocce e attraversando successivamente  il ponticello potrete risalire il sentiero che porta verso San Felice .

Una volta in cima passerete davanti all’imbocco del sentiero che vi porta nel punto panoramico da dove la si può ammirare anche dall’alto.

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