Giro delle Maddalene dal monte Cornicolo alla Vedetta Alta

In questo articolo vi parlerò di un meraviglioso giro ad anello che se decidete di fare vi porterà ad ammirare la Val di Non e la val d’Ultimo passando per quattro cime.
Un saliscendi in quota, passando per il Monte Cornicolo a 2311 mt, Monte Cornicoletto a 2413 mt, Cima Belmonte a 2413 mt e la Vedetta Alta a 2627 mt.
Il punto di partenza per questa escursione è il parcheggio Castrin ( si trova su maps) situato a circa 150 mt. dall’imbocco della prima galleria che porta in Val d’Ultimo.
Una volta sistemata la macchina e indossato scarpe idonee mi carico lo zaino e imbocco la stradina che prosegue dal parcheggio fino alla galleria, giro a destra passandoci sopra per poi proseguire sulla stradina sterrata che in 10 minuti mi porta alla malga di Cloz a quota 1732 mt.

Faccio una piccola pausa caffè, do un’ultima occhiata al mio itinerario e imbocco il sentiero n.10 ben segnalato che conduce al Monte Cornicolo.
Il sentiero inizia subito in leggera salita snodandosi in mezzo ad abeti e larici fino ad arrivare ai ruderi del malghetto di Cloz dove trovo un’altra tabella che mi indica la direzione.
Il tempo di superare una seconda tabella, giro a sinistra e dopo pochi passi la pendenza aumenta. Il sentiero sale a zig zag e lo scenario precedente lascia lo spazio a prati e bassi rovi che mi permettono di avere un’aperta visuale sulla valle sottostante.
Cammino per una quindicina di minuti fino ad arrivare ad un leggero pianoro dove trovo un ulteriore cartello che mi indica due sentieri. Uno porta direttamente alla Vedetta Alta, mentre l’altro segnato con il n.10 porta al Monte Cornicolo.
Riparto e dopo pochi minuti il sentiero comincia a prendere una bella pendenza che aumenta man mano che si sale. Ad un certo punto i segni bianchi e rossi sui sassi vanno in due direzioni. Mi affido all’istinto e scelgo quello più ripido sulla mia destra e dopo una decina di minuti sono sulla cresta del monte Cornicolo. Qualche metro sotto di me c’è un altro sentiero che prosegue parallelamente per una cinquantina di metri per poi congiungersi e proseguire verso la croce. Ora ho capito dove andava quello che ho abbandonato più in basso. Proseguo, godendo dello splendido panorama e dopo una manciata di minuti sono appoggiato alla croce a quota 2311 mt.

Faccio una piccola sosta, mangio un po’ di frutta e scatto qualche foto dopodiché mi rimetto in moto seguendo il sentiero di prima. Si procede in leggera discesa abbassandosi di quota per una cinquantina di metri fino a quando arrivo in una gola dove trovo la segnaletica che mi indica il sentiero per cima Cornicoletto con un tempo di percorrenza di 30 minuti.
Il sentiero qui è bello ripido sin da subito, a tal punto che in molti passaggi salgo a carponi tenendomi con le mani al terreno ed ai sassi. Le tempistiche sono quasi corrette perché in poco meno di quanto indicato mi trovo appoggiato alla piccola scaletta di legno ai piedi della croce di cima Cornicoletto a quota 2413 mt.

Mi fermo un po’ per ammirare il paesaggio e riprendere fiato. Noto ovunque escrementi di camosci, si vede che è un punto energetico molto forte per loro e credo che si raggruppano li per la notte.
Da questo punto posso vedere gran parte del percorso che mi aspetta.
Iniziò la discesa dalla cima, il sentiero è ripido e grandi sassi fanno da scalini, ma dopo pochi minuti e un centinaio di metri di dislivello arrivo ad un bel pianoro erboso. Il sentiero si snoda morbido per qualche minuto dopodiché la pendenza aumenta gradualmente. Dopo circa mezz’ora sono di nuovo sulla vetta di cima Belmonte a quota 2413. Da qui la vista è mozzafiato, scatto una serie di foto e faccio qualche video. La cima è erbosa e offre diversi spazi per sedersi, decido quindi di scegliermi un bel posto e concedermi un pranzetto con vista.

Finita la mia pausa mi concentro sulla prossima tappa. Con lo sguardo cerco di seguire il sentiero ma dopo poco scompare dove inizia un tratto di cresta composta da rocce per poi riapparire nel tratto finale. Mi carico lo zaino e inizio a scendere a zig zag abbassandosi di quota per circa 150-200 mt. Qui ci sono due cartelli, sul primo il n.10 chegirando a sinistra indica la direzione per scendere verso le malghe mentre andando dritto porta alla Vedetta Alta con tempo di percorrenza di 1 ora. Sulla destra invece un cartello in tedesco indica il sentiero 22, diritto vado sulla Hochwart in 1 ora (Vedetta Alta) e a destra si continua verso la Spitzen Alm in 1 ora e 10 e a St. Walburg in 3 ore.

Non posso sbagliare , sia che prenda il 10 o il 22 arrivo nello stesso punto. Mi incammino iniziando subito in salita, accompagnato dai fischi delle marmotte, che qui si fanno più intensi. Dopo una quindicina di minuti il sentiero prosegue in piano con alcuni saliscendi, passando poi su una parte rocciosa dove trovo una catena ancorata che funge da passamano per la sicurezza.
Si riprende poi a salire fino ad arrivare ad una gola, che si apre su un ripido canalone che fa da cornice al panorama che ho sulla Val d’Ultimo. Riprendo fiato perché ora il sentiero si inerpica molto ripido su un costone di roccia, infatti trovo anche qui dei tratti di catena a cui tenersi per affrontare questi passaggi in sicurezza.

Dopo una decina di minuti il sentiero esce dalla parte rocciosa anche se rimane ancora ripido. Salgo più lentamente perché la fatica comincia a farsi sentire dopo tutti questi cambi di pendenza, ma le tempistiche date in fondo sono corrette perché in poco meno di un’ora sono ai piedi della croce, in cima alla Vedetta Alta a quota 2627 mt. Stanco ma soddisfatto ammiro il panorama meraviglioso che si gode da qui. Riesco anche a vedere il Lago di S.Giustina da una prospettiva per me nuova.

Mi sarei fermato un po’ di più, ma decido di incamminarmi anche perché sono a secco di acqua. Seguo i segni bianchi e rossi sui sassi e dopo aver attraversato un breve pianoro si inizia a scendere. Poco dopo trovo due cartelli, a destra si va verso la Val d’Ultimo mentre a sinistra mi indica malga Kessel Alta segnato col n.10.
Giro a destra e scendo da un costone che in poche curve mi fa abbassare velocemente di quota fino a quando arrivo su un ghiaione con grossi sassi instabili. Rallento e presto molta attenzione in questo punto, meglio evitare di prendersi una slogatura. In circa mezz’ora mi ritrovo ai piedi della Vedetta Alta e ora il sentiero prosegue su ampi prati intervallati da grossi massi su un tratto quasi piano. La giornata è molto calda ed ho sete, poi come per magia sento rumore di acqua. Mi affretto e il sentiero passa su un costone dove qualche metro più in basso scorre un piccolo ruscello. Non ci penso due volte, scendo, faccio il pieno di acqua fresca e ritorno sul sentiero che ora riprende a scendere. Dopo qualche curva a zig zag tra le praterie inizio a vedere la prima vegetazione composta da piccoli abeti e mughi ma soprattutto vedo anche il tetto di Malga Kessel alta (Kessel Alm) luogo della mia prossima tappa.

Ci ero già stato e ricordavo che nella fontana i pastori mettevano birra, coca cola e fanta in fresco a disposizione di chi passa. Su un lato si trova un piccolo secchiello di latta dove mettere i soldi.
Dopo poco sono davanti alla fontana e infatti non mi sbagliavo, era tutto lì davanti a me. Metto 3€ in cassa e mi prendo una birra, poi ritorno indietro di una cinquantina di metri dove passa un ruscello di acqua bella fresca. Non resisto alla tentazione, mi tolgo scarpe e calzini e immergo i piedi al fresco mentre mi gusto la mia meritata birretta.

Finita la sosta e con i piedi rigenerati riprendo la mia discesa sulla strada sterrata che dopo una mezz’oretta mi porta a Malga Kessel Bassa. Da qui proseguo sul sentiero che trovo molto affollato, infatti è un itinerario molto gettonato soprattutto da famiglie con bambini. Dopo un breve tratto di salita passo davanti alla Malga di Revò e poco dopo davanti alla Malga di Cloz, giro a sinistra e riprendo la stradina fatta stamattina che in 10 minuti mi riporta al parcheggio Castrin.

3 pensieri riguardo “Giro delle Maddalene dal monte Cornicolo alla Vedetta Alta

  1. bellissima escursione, anch’io nel mio blog sto raccontando un’escursione, solo che io divido la narrazione a puntate, giusto per non rendere troppo lunga la lettura e per fare in modo che ogni giorno leggano il mio blog. Bellissime immagini, io per valorizzarle di più le posto a formato più grande. Comincerò a seguirti, se ti fa piacere seguimi anche tu. Tieni conto che non parlo solo di montagna, parlo anche di borghi, città, e altro, viaggi a 360° da un punto di vista poetico ed emozionale..😊😉👍👍

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