Il segreto del Bosco: “ Le Amicizie”

Credo che ognuno di noi senta una sensazione di benessere andando nel bosco. La prima cosa che ti colpisce è il suo inconfondibile profumo, soprattutto dopo un temporale

Quando cammino nel bosco il suo silenzio è rotto solo dal rumore delle foglie che si sbriciolano sotto i miei piedi, dal canto degli uccelli e dagli scricchiolii degli alberi. Ci cammino per ore e mi immergo letteralmente “dentro” al punto di perdere completamente la cognizione del tempo.

Il bosco fa da filtro, mi fa dimenticare per un un po’ tutta la quotidianità e la vita frenetica. Letteralmente un “Nature Wellness”.

Da quando ho cominciato la lettura del libro di Peter Wohlleben “La vita segreta degli Alberi” non riesco più a vedere il bosco come prima. È  come se mi sentissi osservato.

Peter parla degli alberi come esseri viventi, quindi anche io non posso fare più a meno di osservarli come tali.

Io vivo in Trentino, esattamente in Val di Non, ed è in questi boschi che intendo cominciare a capirne di più.

Per prima cosa voglio individuare tutte le specie che vivono qui. Vedo dei faggi che si alternano ad abeti, larici e querce mischiate a noccioli.

Ci sono alberi dagli altissimi fusti ed enormi chiome. Qui la luce riesce appena a filtrare, quel tanto da tenere in vita i piccoli alberelli e altre piccole piante poste ai loro piedi. E poi ci sono muschi, licheni e ceppi di vecchi tronchi che nonostante l’età sembrano avere ancora linfa.

Il tutto apparentemente fermo. Apparentemente.

Perché in realtá sotto i miei piedi scorre una rete che li collega e li tiene uniti scambiandosi informazioni e nutrimento in una sorta di 

comunità,  dove i più forti aiutano quelli più deboli in un sottile, lento e silenzioso equilibrio.

“Erano sopravvissuti solo i residui del bordo, mentre all’interno era completamente imputridito e ormai trasformato in humus, un chiaro indizio del fatto che il tronco doveva essere stato abbattuto 400-500 anni prima. Ma i resti come avevano fatto a rimanere vivi cosi a lungo? In fin dei conti le cellule consumano nutrimento sotto forma di zucchero, devono respirare e perlomeno crescere un pò. Ma senza foglie, e quindi senza fotosintesi, questo non è possibile. Nessuna creatura sul nostro pianeta sopravvive a secoli di digiuno, e questo vale anche per i resti degli alberi, quantomeno per i ceppi isolati. Per quell’esemplare però, le cose andavano decisamente in modo diverso: riceveva sostegno dagli alberi vicini, e precisamente attraverso le radici. A volte si tratta solo di un tenue collegamento mediante il micelio che avvolge le punte delle radici e le aiuta nello scambio delle sostanze nutritive, altre volte si tratta di vere e proprie concrescenze. Una cosa tuttavia era evidente: i faggi circostanti pompavano una soluzione zuccherina per tenerlo in vita”

( tratto dal libro “la vita segreta degli alberi” di Peter Wohlleben )

Sentiero delle trincee “monte Peller” ( foto di Antonio Poletti )

La vita degli alberi si muove sottoterra, in silenzio, senza disturbare.

Nel loro insieme creano un ecosistema che mitiga gli eccessi di calore e di freddo, immagazzinano scorte di acqua e produce aria molto umida. Per ottenere questo risultato la comunità deve essere unita, perché se ogni esemplare si occupasse solo di sé stesso molti di loro non raggiungerebbero la vecchiaia.

Nel giro di oggi ho raccolto i primi elementi che mi servono ad una mia personale riflessione. Ora saluto questi vecchi saggi del bosco, ma prima di andare, d’istinto mi avvicino e abbraccio l’albero di fronte a me, come se fosse un vecchio amico.

Nonostante sia passato di qui molte volte ora è tutto diverso.

Tanti sono i segreti di cui vi voglio parlare, e tutti meritano un approfondimento e una riflessione.

Vi ringrazio per aver letto fino a qui e sono felice di condividere con voi questa nuova esperienza. La prossima volta che andate nel bosco provate a immaginare questa vita sotterranea, questo legame e questa amicizia e lasciatevi trasportare nel magico mondo dei boschi.

Nel prossimo articolo parleremo del “linguaggio degli Alberi”.

A presto.

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